Il Volo della cultura

L’immagine che segue questo post riproduce due tweet di Fabio Volo, entrambi di tre fabiovolo1giorni fa. Eccone i testi: “Consegnato ora il mio primo articolo per la pagina della cultura de il corriere della sera. Esce domenica. Sono contento”; “Da gennaio usciranno i miei romanzi nella collana Meridiani”.
Quando li ho letti ho sperato che si trattasse di autoironia e non di megalomania; o almeno di un falso. Ma il Corriere di oggi (17 novembre) mi ha tolto ogni illusione: sul supplemento domenicale, Lettura, ecco il pezzo di Volo: “I miei libri come broccoletti nell’anima”. Autobiografico, naturalmente: l’intera operazione, tweet incluso, appartiene a quel culto delle celebrity che rappresenta uno degli aspetti qualificanti della società dell’immagine e dello spettacolo.
Pier Paolo Pasolini iniziò la sua collaborazione al Corriere della Sera nel 1973: giusto quarant’anni dopo è il turno di Volo. Chi fosse interessato a capire gli effetti che sulla società e cultura italiana hanno avuto il riflusso e la lunga deriva edonista e liberista (da Craxi e Veltroni a Berlusconi e Renzi), potrà partire da questo confronto.
Temo che a questo punto anche l’altra notizia, quella del Meridiano, diventi plausibile. È vero che dopo che la collana aveva accolto, l’anno scorso, Eugenio Scalfari (un volume di duemila pagine intitolato La passione dell’etica, a banalizzare il significato di entrambe le parole, etica e passione), ci si sarebbe dovuti aspettare di tutto: e invece la direttrice, Renata Colorni, una settantacinquenne che crede che per dimostrarsi aggiornati occorra fare i rottamatori e cavalcare acriticamente ogni moda, è riuscita a fare ancora di peggio.
Attribuire le sue scelte alla logica del mercato avrebbe senso se i Meridiani fossero una casa editrice. Sono solo una collana e niente vietava alla Mondadori di inventarsene un’altra che includesse autori di maggior successo commerciale grazie alla quale compensare le perdite dei classici. La scelta di accoglierli in quella che viene definita la Pléiade italiana è politica e il suo scopo è attribuire al libero mercato un valore culturale “alto” e dunque a fare di chi ha successo, di chi vende e fa soldi, automaticamente, un classico. È una nuova fase, che chiamo “liberismo culturale” e che avrà, come il postmodernismo qualche decennio fa, profonde conseguenze sulle nostre discipline e sulla società in generale.
Nel 1974 i Meridiani, allora diretti da Giansiro Ferrata, pubblicarono il primo volume delle Opere narrative di Vittorini, scomparso otto anni prima (per pubblicare Pasolini aspettarono il 1998). Quarant’anni dopo sarà la volta del primo volume delle opere narrative di Volo, vivo e vegeto e capace di regalare ai suoi fan ancora tanti romanzi e alla cultura italiana tanti Meridiani.

[A chi voglia leggere un’esilarante analisi della scrittura di Volo (e anche di Faletti, Moccia, Scurati e altri romanzieri molto amati dalla televisione e dunque di grande successo) consiglio il recente libro di Pippo Russo, L’importo della ferita e altre storie, Edizioni Clichy].

Volo corriere meridiani

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2 thoughts on “Il Volo della cultura

  1. Bellissimo bellissimo bellissimo……..
    Ho letto con ardente piacere e stupita meraviglia alcuni suoi scritti. Ho provato grande soddisfazione!!

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